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SINODO

ALBERTO PIATTI «L'Africa ha sete. Di significato»

di Alberto Piatti
15/10/2009 - Intervenendo al Sinodo per l'Africa, il 12 ottobre il segretario generale dell'Avsi ha sottolineato l'importanza di un'«educazione permanente, fattore determinante della coscienza dei fedeli». Ripubblichiamo le sue parole
Alberto Piatti.
Alberto Piatti.

Rappresento un’ong di ispirazione cattolica nata dal carisma del movimento di Comunione e Liberazione, fondato da don Luigi Giussani e ora guidato da don Julián Carrón. Siamo presenti con attività progettuali in quindici Paesi in Africa e in quaranta Paesi nel mondo. Una formica che dà il suo contributo a sollevare l’elefante!
Il più grande tesoro dell’Africa è la sete di Significato, di spiritualità di Dio - che nella sazia Europa non c’è più. La rivelazione di Cristo è la risposta a questo desiderio dell’essere umano, fatto per il suo compimento dal Creatore, compimento qui ed ora nella Santa Chiesa. Questo è il fascino della fede, che incontra e si propone alla libertà dell’uomo. Questo attira i giovani. Dico “fascino”, perché vivo con mia moglie l’avventura di crescere ed educare cinque figli (quasi una famiglia africana). Ciò che li muove è il fascino della fede come conoscenza della realtà nella sua verità profonda, non certo delle regole o delle conseguenze etiche o ambientali.
Benedetto XVI nel commento alla preghiera mattutina del primo giorno ha detto che se è alterato il rapporto creatore-creato, tutte le conseguenze sono alterate: «Preghiamo affinché possiamo conoscere - ha detto -, conoscere diventi credere e credere diventi amare, azione».
Mi permetto di porre alla vostra riflessione se questa tensione molte volte non sembra essere una premessa, ma poi nell’azione questa tensione non tiene, si introduce un dualismo e un relativismo nelle conseguenze operative, nelle nostre opere. Così la nostra agenda troppe volte sembra coincidere con l’agenda degli organismi internazionali e in particolare delle Nazioni Unite, il palazzo di vetro sembra sempre più il tempio dove si celebra il rito della nuova religione umanitaria e relativista con il Segretario Generale di turno che assume le vesti di un papa laico.
Mi riferisco per sinteticità a due aspetti fondamentali della nostra espressione caritativa, educazione e salute.
1) Per questo riteniamo che l’educazione permanente sia fattore determinante della coscienza dei fedeli tesa al rapporto tra Creatore e creato anche nell’azione. Non solo istruzione formale, quindi. Ma qui sorge la domanda: quali sono i contenuti educativi trasmessi nella scuole cattoliche? Non possiamo accontentarci di quanto prevedono gli obiettivi del millennio.
2) Richiamo anche l’urgenza che si prenda coscienza del valore e della dignità civile e sociale delle opere della Chiesa, come contributo al bene comune secondo il principio di sussidiarietà. La Chiesa offre educazione primaria al 50% della popolazione scolastica e il 50% dei servizi sanitari di base in molti Paesi del continente africano. Questo non viene riconosciuto adeguatamente. A fronte di queste dimensioni del servizio offerto ai fratelli dalla Chiesa, il fondo globale per le tre grandi malattie destina solo il 3,6% di tutte le risorse che gestisce alle Faith Based Organization complessivamente. La Conferenza Episcopale ugandese ha in questo senso operato mirabilmente, ma molto si può fare ancora.
Concludo dicendo che attraverso le opere dobbiamo trasmettere il fascino che Cristo è la risposta alla sete del cuore dell’uomo, così che si possa ancora dire: «Se non credete a ciò che vi dico, credete almeno per le opere che faccio». Vogliamo continuare a lavorare, per questo, a servizio della presenza di Cristo, avvenimento di vita qui ed ora.

 
 

Credits / © Società Cooperativa Editoriale Nuovo Mondo Via Porpora 127, 20131 Milano P.I. 02924080159 / © Fraternità di Comunione e Liberazione per i testi di Luigi Giussani e Julián Carrón

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