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Gli affetti imperfetti di una famiglia

di Antonio Autieri

15/04/2016 - La vita di un giovane meccanico scossa dalla notizia della morte della madre. Tra dramma e commedia, il regista Alessandro Valori nel suo terzo film racconta la complessità del rapporto tra genitori e figli

Matteo è un ragazzo sereno e pieno di vitalità. Con una bella famiglia – papà Italo, mamma Mariella e Giulia, la sorella down che lo adora – dove tutti si vogliono un gran bene, e con la passione per i motori: il suo grande sogno è diventare un meccanico della Ferrari, la risposta da Maranello potrebbe cambiare la sua vita. Nel frattempo, lavora con il padre nella sua officina dove fa pure capolino una bella ragazza che stravede per lui. Una vita idilliaca, fino all'arrivo di una telefonata che sembra cancellare tutto: in un incidente stradale ha perso sua madre. Ma come, se la mamma Mariella è davanti ai suoi occhi? O c'è qualcosa che i suoi genitori – ma sono davvero loro i suoi genitori? – gli hanno tenuto nascosto? Da cui la domanda: io chi sono? Matteo scappa da casa, e si mette in viaggio alla ricerca della verità (insieme alla sorella, che si è nascosta in auto, e ad Angela, una ragazza a disagio con la vita che si è unita a loro strada facendo) e per venire a capo del suo passato. Che scoprirà essere pieno di segreti e rancori.

Come saltano i pesci è un film inconsueto nel panorama cinematografico, che unisce dramma e commedia con freschezza e sincerità quasi naif, riuscendo a raccontare la positività di una famiglia ma anche le sue contraddizioni.

I punti di forza sono gli attori, in particolare quelli che interpretano i due genitori di Matteo: Giorgio Colangeli, grande attore di teatro scoperto tardi, una decina d'anni fa, dal cinema e ora presenza quasi insostituibile in molti film (anche di giovani registi). E la brillante Maria Amelia Monti, talento comico che nel tempo ha saputo variare il suo bagaglio con sfumature anche drammatiche, come ogni commediante di razza; cosa che, invece, il comico napoletano Biagio Izzo, alla sua prima prova drammatica, stenta ancora a dimostrare. Ma anche i giovani interpreti si fanno apprezzare: sempre più promettente il protagonista Simone Riccioni, meglio del figlio d'arte Brenno Placido (figlio di Michele) ancora troppo acerbo, e convincente Marianna Di Martino anche se il suo personaggio di "ragazza perduta" ha alcuni tratti di prevedibilità. Encomio a parte per l'esordiente Maria Paola Rosini, ragazza down che usa la sua disabilità con ironia e leggerezza disarmanti.

Tutti meriti anche del giovane regista Alessandro Valori (al suo terzo film), che con la sua regia pulita e funzionale si limita quasi solo ad assecondare gli attori, ma sa sicuramente dirigerli bene.

Non tutto, però, fila liscio nel film di Valori, che nasconde più di un problema nella sceneggiatura e nella scrittura di personaggi e dialoghi, a volte troppo sentenziosi quando il tono si fa serio e gli argomenti diventano ponderosi; come quando Angela scopre con sorpresa che Matteo crede in Dio. Soprattutto, l'evento chiave della morte della madre naturale, che pure sconvolge due figli, con tanto di scazzottata, e due mariti, scivola velocemente via prima in un gioco di ammiccamenti tra quattro ragazzi incuriositi l'uno dall'altro, poi in una confusa e brutta scena al commissariato – che vorrebbe divertire, ma risulta solo fuori tono rispetto al resto della storia – in cui tutti litigano con tutti. Senza contare un finale un po' melenso, con un'imbarazzante corsa sui prati dei quattro giovani.

Ma tutto ciò non elimina le impressioni positive, di un film che a tratti mostra i suoi lati migliori in una freschezza schietta e apprezzabile e che strappa più di un sorriso, proponendo oltre tutto non pochi spunti convincenti (chi è veramente un genitore? Cosa vuol dire amare, nonostante gli errori?) sugli affetti "imperfetti" di una famiglia vera. E facendosi seguire, nonostante i difetti citati, con interesse e partecipazione per i suoi personaggi fino alla fine.

Come saltano i pesci di Alessandro Valori
con Simone Riccioni, Marianna Di Martino, Brenno Placido, Giorgio Colangeli, Maria Amelia Monti, Biagio Izzo, Maria Paola Rosini
Italia, 2016


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