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Testori torna in scena al Sacro Monte

di Paola Ronconi

12/07/2011 - Giovedì 14 luglio, sul palco, il "Factum est", in una cornice che lo scrittore novatese amava tanto. Un bambino appena concepito supplica la madre di non rifiutarlo. Perché sopprimendo lui, sopprimerebbe Dio...

Madre,
guarda:
già son fatto,
sono atto,
volontà non tua
ma Sua.

Annullarmi
non potrai!
Sono,
esisto,
porto in me
croce di Cristo.

Ho in me luce,
già capisco,
non demente...
Qui senz’armi
e piccolino
puoi schiacciarmi;
tuo bambino
qui indifeso
puoi strozzarmi,
ma nel niente
ormai rendermi
non puoi.



Sono le parole di un feto appena concepito, cui Giovanni Testori diede voce nel 1981. Nel grembo materno, con quel suo balbettio che pian piano diventa grido e pianto, il piccolo «grumo, gocce unite» tenta di convincere la madre a farlo nascere, a non rifiutarlo perché lui è già. Sopprimendo lui, sopprimerebbe Dio. È Factum Est, poemetto drammatico in 14 canti - quasi una Via Crucis -, che giovedì 14 luglio sarà messo in scena da Andrea Soffiantini, nella splendida cornice della terrazza del Mosè al Sacro Monte di Varese. Non a caso questo attore: proprio per lui Testori scrisse questo testo. Il monologo è il terzo appuntamento di “Tra sacro e Sacromonte - Il teatro come contemplazione della bellezza”, rassegna teatrale giunta alla sua seconda edizione.
Perché Factum Est? Lo abbiamo chiesto ad Andrea Chiodi, direttore artistico: «Con questa rassegna vogliamo provocare. Oggi, come ai tempi di Testori (si era in pieno referendum per l’aborto), decidere di accettare un figlio può essere una scelta drammatica. Non c’è più un luogo dove porre domande su una questione come questa. Inoltre mi sono accorto che i giovani conoscono poco questo autore cattolico del Novecento. E c’è sempre bisogno di maestri così». Altro motivo, l’amore dello scrittore novatese per i Sacri Monti, in particolare per quello di Varallo. «Metterlo in scena qui è un po’ rendergli omaggio».
I primi due appuntamenti della rassegna, che hanno visto una grande partecipazione di pubblico nonostante il tempo non sempre clemente, sono stati con Le confessioni di sant’Agostino lette da Alessandro Preziosi e El Vangel per el dì d’incoeu di Edo Mörlin Visconti, con Marino Zerbin, la fisarmonica di Carlo Pastori e l’autore stesso. «Con Agostino volevamo mettere in luce la possibilità del perdono. Lui, un grande peccatore, diventato santo per avere accettato una misericordia infinita. Poi il testo di Mörlin: il vangelo, spesso percepito così distante, tradotto in dialetto milanese diventa quotidiano. Il teatro è anche questo: avvicinare ai testi per far nascere domande».
I prossimi appuntamenti di luglio vedranno un’anteprima nazionale, Stragiudamento, un testo di Angela Dematté sulla figura del traditore di Gesù e la possibilità di chiedere perdono sempre, e una lettura dell’Apocalisse di san Giovanni, letta da Massimo Popolizio. «Un testo di speranza. È il desiderio da parte di Dio di salvare l’uomo».
Ma Testori tornerà ancora a Varese a settembre con Interrogatorio a Maria, nella basilica di San Vittore con il coro Verdemar. La rassegna si chiuderà il 23 dicembre, con la tradizionale Sacra rappresentazione sulla Natività per le vie del centro di Varese.
«Ci si lamenta spesso che mancano i teatri. Qui abbiamo un anfiteatro splendido, mai usato in questo modo, con una scenografia regalata. Usiamolo», conclude Chiodi.

Factum Est
Con Andrea Soffiantini
Sacro Monte di Varese
Giovedì 14 luglio 2011 – ore 21.00
Per informazioni e programma: www.stagioneteatrosacromonte.it

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