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I DUELLANTI Quella sfida infinita alle origini del cinema di Scott

di Luca Marcora

28/06/2010 - Nel 1800, durante le guerre napoleoniche, due ufficiali dell’esercito francese, i tenenti degli ussari Gabriel Féraud e Armand D’Hubert, si sfidano a duello per motivi d’onore. Senza sapersi sottrarre a un'impresa che riconoscono insensata...

Il tenente Ripley e l’alieno; il cacciatore di taglie Rick Deckard e il replicante Roy Batty; il generale Massimo Decimo Meridio e l’imperatore Commodo; fino a Robin Hood e Giovanni Senza Terra. Nel cinema di Ridley Scott il duello ritorna come motivo costante, declinato in tutte le sue possibili varianti. L’archetipo è il suo primo lungometraggio, I duellanti, tratto da un racconto del 1908 di Joseph Conrad e realizzato dopo un apprendistato nel campo della pubblicità che consente al regista inglese di spaziare con estrema versatilità e competenza in qualsiasi genere cinematografico.
Apprezzato da Roberto Rossellini, che al Festival di Cannes del 1977 gli conferì il premio come migliore opera prima, I duellanti è innanzitutto un’esperienza estetica di notevole pregio: l’accurata ricostruzione dell’epoca napoleonica e la crepuscolare fotografia di Frank Tidy, i cui voluti e frequenti cambi di illuminazione hanno spinto la critica a parlare di una messa in scena nonostante tutto “antirealistica”, sono funzionali alla narrazione del reiterato scontro tra due uomini spinti a combattersi da motivazioni irragionevoli, schiavi di un concetto di onore che piega l’uomo ai capricci di un odio immotivato. Se Féraud è l’accanito motore di questo scontro insensato, D’Hubert non è da meno poiché accetta di sottostare alle regole di un gioco che non si ferma nemmeno di fronte alle circostanze più drammatiche – l’allucinata scena della Campagna di Russia del 1812 – e arriva persino a liberare l’avversario bonapartista dalle prigioni della restaurata monarchia dei “Cento giorni” pur di continuare lo scontro. Fino a quando non si renderà conto dell’assurdità delle sue azioni per le persone che gli stanno intorno e quindi anche per lui.
Il fascino del film è tutto qui, in questa commistione tra la perfezione visiva della messa in scena e l’imperfezione della libertà di personaggi incapaci di essere ragionevoli fin da subito. Come dice il dottore a D’Hubert, ferito nel primo scontro con Féraud: “Ho studiato a fondo l’uomo militare, gli ho letteralmente scrutato il cervello; ma il mio fato è quello di rabberciarlo di continuo senza avere alcuna idea di come funzioni”.

I duellanti (The Duellists, GB 1977)
DVD Paramount Home Entertainment
di Ridley Scott

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