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CONGRESSO EUCARISTICO

In attesa del Papa, con il cuore pieno

09/09/2011 - Gli incontri, le testimonianze, il concerto del coro di Gs... Dopo aver vissuto in prima persona gli eventi di questa settimana, gli amici della comunità di Ancona si preparano ad accogliere Benedetto XVI. Ecco come

Domenica 11, Benedetto XVI verrà ad Ancona per concludere il Congresso Eucaristico. Alle 10 celebrerà la messa nell’area della Fincantieri al porto (sono attese 70mila persone), alle 17 incontrerà gli sposi e i sacerdoti, alle 18 i giovani fidanzati. Io e gli amici della comunità ci saremo, in 300 tra adulti e ragazzi. Alcuni di noi sono stati addirittura invitati a partecipare sul palco alla messa finale.
Come viviamo questa vigilia? Con un’attesa sempre più grande. Non come si aspetta un evento spettacolare, ma con il desiderio che il Papa ci renda più consapevoli di cosa c’è all’origine del sommovimento che abbiamo visto in questa settimana. Tutto ciò che è successo, infatti, ha spalancato il nostro cuore ad accogliere un imprevisto come la sua visita.
In questi giorni del Congresso Eucaristico, l’attenzione alla realtà, alle persone incontrate e a ciò che di volta in volta accade nei vari gesti proposti, ci ha reso grati e pieni, per la scoperta continua della presenza del Mistero nella nostra compagnia e nel reale.
Alcuni di noi insegnanti con gli studenti di Gs marchigiani, insieme a tanti altri amici della Pastorale Giovanile di Ancona e di tutta Italia, siamo stati chiamati a incontrare nello Spazio Giovani i congressisti e tutti coloro che visitano i luoghi dell’evento. In particolare, a noi è stato affidato il tema della tradizione, in uno spazio mostre-testimonianze con lo scopo di far vedere ai visitatori come la vita di Cristo nella Chiesa e nella tradizione cristiana «non è qualcosa di morto e sepolto», come ha detto monsignor Edoardo Menichelli, vescovo di Ancona, «ma una presenza contemporanea a noi oggi».
Ogni pomeriggio i ragazzi, provocati dall’invito del Vescovo, hanno così proposto dei momenti di ascolto e testimonianza che dessero ragione delle sue parole. In uno di questi, gli studenti di Ancona hanno recitato brani di poeti, letterati e filosofi incontrati a scuola (Pascal, Leopardi, Baudelaire, sant’Agostino...), uomini costituiti da quel desiderio di Infinito che, ancora oggi, troviamo nei nostri cuori. Toccante è stata, al termine del percorso, la lettura che i ragazzi hanno fatto del brano del Vangelo sull’incontro della donna Samaritana con Gesù, come culmine e scopo di ogni vera espressione culturale («Ho sentito i profeti dire della venuta di un Messia che ci salverà». «Donna, sono io che ti parlo»). Tutti i presenti, e per primi i ragazzi stessi, sono stati presi da quelle parole. E un amico, dopo, ci ha inviato questo sms: «È stato uno spettacolo strepitoso: un gesto adeguato al dramma, al grido dell’uomo. Grazie!».
Nei giorni successivi abbiamo proposto delle testimonianze sul pellegrinaggio Macerata-Loreto e un momento di canti della tradizione cristiana di diversi Paesi, con il coro di Gs di Pesaro. Decine di passanti, colpiti dalla bellezza e dalla cura del canto, si sono fermati ad ascoltare i ragazzi riempiendo l’ampio cortile della Mole Vanvitelliana di Ancona.
A quest’ultimo appuntamento è intervenuto anche il responsabile della Cei per la Pastorale Giovanile, don Nicolò Anselmi, che al termine ha salutato così i presenti: «Questi canti sono una carezza di Dio sulla nostra vita». Filippo, responsabile della Pastorale Giovanile di Ancona, ci ha aggiunto: «In questi giorni, stando gomito a gomito con voi, ho sentito tante volte parlare di Fatto, di Evento, di Avvenimento. E ho percepito davvero questa Presenza che è dietro la vostra espressione, dietro il vostro canto o la vostra testimonianza».
Questi gesti hanno prima di tutto commosso noi e ci hanno fatto render conto di come, nella nostra povertà, passi una grandezza non nostra. Molti fra noi, anche ragazzi, hanno fatto esperienza di una possibilità infinita che si gioca nel presente, nell’incontro, nell’istante.
Così è accaduto quando abbiamo partecipato alla Via Crucis di martedì sera, guidata dal Vescovo. Siamo rimasti stupiti dal numero dei partecipanti e dal silenzio. Per le vie di Ancona, abbiamo incontrato tantissime persone - compagni di scuola, colleghi, anche importanti personalità mischiate alla folla - che non ci saremmo mai aspettati di trovare in un gesto di preghiera, e che invece abbiamo scoperto prese e attente al gesto. Il Vescovo, dopo la processione, ha salutato le migliaia di fedeli ringraziandoli di cuore e ripetendo a tutti di non aver paura di aprire il cuore a questo Gesù contemporaneo alle nostre vite, che cammina tutti i giorni vicino a noi. Ha poi concluso: «Se ci fosse stato stasera Giovanni XXIII, avrebbe affermato: “Anche la luna è contenta!”». E tutti si sono girati verso la splendida luna che ci sorrideva alle spalle.
Nicola, Ancona

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