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150 ANNI DI SUSSIDIARIETÀ

«Mi hanno svelato il segreto della mostra»

di Gianni Mereghetti

22/11/2011 - Una settimana in Piazza Duomo. Settanta studenti hanno raccontato 150 anni di storia italiana a centinaia di persone. «Avevano il volto lieto», ha detto un visitatore. Tanto che anche i loro professori si sono messi a seguirli...

Una settimana di mostra sui "150 anni di Sussidiarietà" e la sorpresa di qualcosa che mi ha ribaltato facendomi gustare questo pezzo della nostra storia come non mi sarei mai immaginato. Le guide della mostra, questi settanta studenti entusiasti e determinati, le avevo preparate io, con l'aiuto di un bel gruppo di adulti, due mesi di lavoro e l'impresa sembrava impossibile. Ero preoccupato di fronte alla settimana di visite guidate che ci aspettava, non è una mostra semplice, sono 150 anni di storia. Poi dal primo giorno di apertura della mostra è accaduto l'imprevedibile, questi ragazzi e ragazze che avevo preparato hanno cominciato ad insegnarmi loro cosa volesse dire fare una visita guidata a questa mostra. Mi sono messo a seguirli, a scrutare le loro mosse mentre conducevano i gruppi a fissare i punti salienti dei pannelli, a chiedere loro se fosse accaduto qualcosa di bello per goderne anch'io. La svolta me l'ha provocata un uomo, che, dopo aver seguito una visita alla mostra, ci si è avvicinato e ci ha detto «questi ragazzi hanno il volto lieto, voglio conoscere l'esperienza che fanno». Un contraccolpo, stava accadendo qualcosa di più di quello che avevo insegnato a quei ragazzi, e quell'uomo lo aveva visto. Da quel momento mi sono messo a fissare anch'io quei ragazzi e quelle ragazze, e nel loro entusiasmo per lo sguardo che hanno incontrato ho scoperto il segreto della mostra. Tanto che quel Gesù con cui si conclude la mostra e che all'inizio sembrava un po' appiccicaticcio con il passare dei giorni è diventato, come mi ha detto un ragazzo, esperienza. È stata questa la settimana di mostra, un ribaltamento, aver imparato il segreto della sussidiarietà da coloro cui avevo insegnato.
Così che l'ultimo atto della mostra, la festa conclusiva del 18 novembre mi si è impressa nel cuore. Per l'entusiasmo dei ragazzi e per il grande regalo che ci ha fatto Enzo Jannacci venendoci a trovare e cantando con noi due canzoni, le sue, così giovani, così attuali. Mi ha commosso questo uomo che mendica la carezza del Nazareno: aveva lo stesso entusiasmo delle giovani guide, uno sguardo intenso e attento, tanto da farmi avvertire che nella sua sensibilità umana era Gesù a venirci a trovare, a venirci a dire che valeva la pena portare in questa piazza, sotto lo sguardo vigile della Madonnina, la testimonianza della tenerezza con cui il Mistero conduce la storia ad un bene reale.

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