09/01/2012 - Altre 36 vittime nel giro di due giorni. Il Paese precipita tra attacchi islamici, minacce ai cristiani e rivolte popolari per il rincaro della benzina. Una missionaria, da oltre 25 anni nel Nord a maggioranza musulmana, racconta che cosa sta accadendo
Una chiesa colpita vicino ad Abuja.
Cari amici,
sono giorni che non riesco ad aprire la posta. Qui stiamo bene, ma non manca la preoccupazione e la tristezza per i fatti che continuano ad accadere. L’anno che è appena finito è stato l’anno delle bombe. E purtroppo sembra iniziarne un altro così.
Dal Natale del 2010, centinaia di persone hanno perso la vita (le fonti ufficiali parlano di oltre 500 vittime; ndr) a causa delle esplosioni e spesso le notizie non hanno raggiunto l’Europa. A Jos (la capitale dello Stato del Plateau, che si trova a metà tra il Sud a maggioranza cristiana, e il Nord a maggioranza musulmano; ndr) le violenze sono provocate da molti fattori: etnici, politici, religiosi… Ma ora il gruppo islamico Boko Haram ha aumentato le violenze, specialmente a Maiduguri, nel Borno, e in altre zone del Nord, in particolare contro chiese cristiane del Nordest: è questa setta estremista islamica che ha messo la bomba nella chiesa vicino ad Abuja, nel giorno di Natale. E la settimana prima, in tre altre città, sono morte circa ottanta persone a causa di bombe e scontri con la polizia. In tante zone sono circolati volantini con i nomi dei luoghi “obiettivi” delle bombe, tra cui cattedrali e chiese, per cui è stato stabilito il coprifuoco.
Ora c’è la minaccia dell’ultimatum contro i cristiani che vivono qui al Nord, come noi: «Hanno tre giorni di tempo per andarsene», ha dichiarato Boko Haram. E questa è una follia, a cui nessuno vuole cedere. La gente vuole lottare per la propria libertà, perché questa è casa loro. Ed è fondamentale che non ci lasciamo determinare dalle loro minacce.
Il governo sembra essere incapace di mettere fine alla violenza di Boko Haram: il gruppo è sponsorizzato da pezzi grossi della politica, che non accettano ci sia un presidente cristiano del Sud a governare la Nigeria. Secondo il loro progetto, la Nigeria dovrebbe essere governata da un presidente musulmano del Nord. Che il gruppo estremista abbia un appoggio politico è fatto noto: nei giorni scorsi, è stato arrestato un senatore proprio per questo motivo, ma è già stato liberato. E l’obiettivo - anche se non è mai stato espresso ufficialmente - è quello di introdurre la sharia in tutto il Paese.
Quattro Stati sono stati dichiarati in stato di emergenza e lì i militari hanno il potere su tutto. Non sappiamo quanto durerà questa situazione. Ma noi dobbiamo vivere e lottare per la nostra libertà. Il clima di tensione incide molto nella vita quotidiana: si vive con la paura delle bombe e le chiese sono prese di mira. A Maiduguri e a Jos, la Messa della notte di Natale è stata celebrata alle cinque del pomeriggio e nei giorni scorsi molte chiese erano circondate da polizia e militari.
Qui nella nostra zona (un villaggio nel Nord del Paese; ndr) per ora non ci sono stati attacchi terroristici, ma tutti siamo all’erta. La gente vigila, anche fisicamente: si mette a fare guardia nei posti e nei momenti pubblici, alle messe. Perché si teme che altri episodi di violenza possano accadere. E si vive in un continuo sospetto, non ci si fida più di nessuno, perché potrebbe appartenere a Boko Haram.
Ad aggravare la situazione, è arrivata la decisione del presidente Goodluck Jonathan di togliere il sussidio per la benzina. Questo significa che il prezzo si è raddoppiato, in certe zone triplicato, in un Paese dove si vive con due dollari al giorno. Se per fare cinque chilometri prima spendevo 50 naira, oggi ne ho pagati 150. Il malcontento è fortissimo, sono già iniziate le proteste e da oggi è previsto uno sciopero generale ad oltranza. Purtroppo questa è un’altra miccia in una situazione confusa e tesa.
Tutto ciò che sta accadendo ci costringe a essere più consistenti nella nostra fede e a metterci con grande e totale fiducia nelle mani del Signore. Le tenebre non potranno mai prevalere, di questo sono totalmente convinta.
Vi auguro un anno nuovo che sia pieno della certezza che il Mistero è presente in tutto e in tutti, e che ci vuole così bene che non ci lascia neanche un secondo.
Suor Caterina
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