RASSEGNA CLU

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Pellegrinaggio politico? (20/4-11/5)

12/05/2009 - Rassegna stampa di Comunione e Liberazione Universitari. Dal 20 aprile al 11 maggio

Amnon Ramon: «La religione? Nel viaggio conta poco», Anna Momigliano, il Riformista, 08.05.2009
«“Credo che qualcuno nel governo israeliano stia pregando. Con un’unica preoccupazione: che nella visita di Benedetto XVI fili tutto liscio”. Questo è il commento, neppure troppo ironico, di Amnon Ramon, esperto di relazioni tra lo Stato d’Israele e il Vaticano presso l’Istituto di Gerusalemme per gli studi israeliani. Che poi aggiunge: “Ma a parte questo, la religione c’entra poco”. Almeno dal punto di vista degli israeliani. […] Molti riflettori saranno puntati su quello che Ratzinger dirà sulla questione palestinese.
“Già, e sarà molto difficile dire qualcosa senza offendere molte persone, per questo c’è tutta questa preoccupazione. Probabilmente il papa dirà delle belle parole sulla pace, ma dubito che possano avere effetti pratici. Più del pontefice, qui ci servirebbe Barack Obama”».

«Il Papa in Terra Santa, minacce e insulti», Orazio La Rocca, la Repubblica, 08.05.2009
«Dal versante oltranzista ebraico, pesanti e violenti insulti contro Benedetto XVI sono stati lanciati dall’emittente radiofonica Israel national radio dei coloni israeliani. Nel servizio si afferma, tra l’altro, che Ratzinger, “l’ex giovane nazista”, viene in Israele da “crociato” per chiedere agli ebrei di “svendere parte della Terra Santa alla sua Chiesa”. Invece, il Papa “deve venire come una persona umile, non come un usurpatore”, per cui “speriamo che quando va all’aeroporto di Roma il motore dell’aereo non parta”. Ma non tutti in Terra Santa la pensano così».

«Il Papa: “La libertà religiosa è un diritto umano”», Andrea Tornielli, il Giornale, 09.05.2009
«La prima tappa del viaggio papale, dopo l’arrivo ad Amman, è stata la visita al centro per disabili “Regina Pacis”, fondato dal patriarcato latino di Gerusalemme e sostenuto da varie associazioni di volontariato italiane, che offre assistenza a giovani handicappati, il 90 per cento dei quali sono di religione musulmana. Il Papa li ha abbracciati, […] ha detto loro di essere venuto “semplicemente con un’intenzione” e “una speranza”: quella di “pregare per il regalo prezioso dell’unità e della pace per il Medio Oriente”».

Commento

Joseph Ratzinger ha iniziato il suo primo viaggio da Papa in Terra Santa già programmato da tempo. Nella coda dell’occhio c’è ancora la polemica sulla revoca della scomunica ai lefebvriani. Perciò sulle pagine dei giornali il viaggio è stato interpretato quasi esclusivamente in chiave politica. Da più parti sono venuti commenti cinici come quello di Amnon Ramon. E una certa indifferenza si è respirata anche in ambienti cattolici della Terra Santa.
Il Papa, da parte sua, ha detto chiaro e tondo il motivo del suo viaggio: quale successore di Pietro, confermare e incoraggiare i cristiani di Terra Santa, far sentire loro il sostegno di tutto il corpo della Chiesa, e insieme a ciò farsi pellegrino di pace in quei luoghi così importanti per la fede cristiana e al tempo stesso così martoriati.
Ma, a dirla tutta: stupisce così tanto che un Papa desideri fortemente compiere un pellegrinaggio in Terra Santa? Il cristianesimo è un avvenimento storico, accaduto nel tempo e nello spazio. Le strade su cui Cristo ha camminato, le case in cui ha riposato, i luoghi in cui ha vissuto sono lì a documentare che la fede cristiana non è una proiezione del sentimento religioso, ma il riconoscimento di un fatto. Come farebbe un Papa a non essere affezionato a questa terra?
Nel luogo più sacro per i cristiani e più ferito dall’odio e dalla guerra, il Papa va a pregare e soprattutto a portare la sua presenza, testimonianza viva e assicurazione ultima di quella contemporaneità di Cristo nella storia che è la Chiesa. Sarebbe ridicolo attribuirgli la pretesa di risolvere tutto con un discorso persuasivo o un appello alla pace. Ben altra è la prospettiva invece se si pensa che l’intento del Papa, dichiarato peraltro, è quello di sostenere quel seme di pace che una presenza di cristiani è nel mondo (come documenta il piccolo ma non irrilevante esempio del centro di riabilitazione per disabili “Nostra Signora della Pace” di Amman, da cui Benedetto XVI ha voluto simbolicamente cominciare il suo viaggio).

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