RASSEGNA CLU

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Il Papa e l'ecologia (30 settembre)

07/10/2011 - Rassegna stampa di Comunione e Liberazione Universitari, dal 16 settembre al 30 settembre

Una breccia nel Reichstag (L. Geninazzi, Avvenire, 23-09-2011)
«A questo proposito uno potrebbe aspettarsi il solito richiamo alle radici cristiane dell’agire politico, cosa che avrebbe fatto piacere alla Cdu. Invece Benedetto XVI fa l’esempio del movimento ecologico che in Germania ha portato una ventata di aria fresca. Un elogio ai Verdi, sempre più in ascesa? “Non voglio essere frainteso, non sono qui per fare propaganda a un partito politico”, dice, e l’aula ride di gusto».

La svolta verde del Papa conquista Berlino (G. Galeazzi, La Stampa, 23-09-2011)
«Il Papa “verde” spiazza gli oppositori (…) prende la parola nel tempio della democrazia tedesca e in mezz’ora riconquista la sua Germania e prende in contropiede soprattutto i Verdi che hanno diser-tato la storica visita al Bundestag (…) Come mai in precedenza il Papa elogia le sigle ambientaliste».

Solo un Papa ci può salvare. Un grande discorso non minimalista su ragione e politica in occidente (G. Ferrara, Il Foglio, 23-09-2011)
«Benedetto ha sorpreso tutti. Niente afflato pastorale minimalista, catechesi ordinaria e invece un energico, nitido e straordinario richiamo a ciò che è politico, pubblico (…). Non è un discorso inter-cettabile dalle polemiche e dai sofismi (…). Il Papa ha fatto un delicato e succoso riferimento all’ecologia, nella terra generatrice del fenomeno dei Verdi, e ha aggiunto con malizioso acume che l’ecologia è prima di tutto l’ecologia dell’uomo».

Commento

Quello di Benedetto XVI al Bundestag è un discorso che provoca, non c’è dubbio; anche, tra l’altro, a riscoprire i fondamenti e compiti della politica e del diritto: «La politica deve essere un impegno per la giustizia e creare così le condizioni di fondo per la pace». È soprattutto l’esempio scelto a far pen-sare: il movimento ecologista nato in Germania negli anni Settanta da un gruppo di giovani. Perché così tanta attenzione ad esso? Perché, magari suo malgrado, riconosce che «la terra stessa porta in sé la propria dignità e noi dobbiamo seguire le sue indicazioni». Il movimento ecologista riscopre, a suo modo, che la natura è segno, porta in sé qualcosa d’altro, perciò convoca l’uomo al rispetto.
Ma il discorso “ecologico” del Papa non riguarda soltanto l’ambiente-terra (tema facilmente ripreso dai media, in maniera spesso superficiale); esso, aprendo su una prospettiva più radicale e dramma-tica, riguarda anche l’ambiente-uomo, quella realtà o quella casa (oikos) che è l’uomo: «Esiste anche un’ecologia dell’uomo. Anche l’uomo possiede una natura che deve rispettare e che non può mani-polare a piacere. L’uomo non è soltanto una libertà che si crea da sé. L’uomo non crea se stesso. Egli è spirito e volontà, ma è anche natura, e la sua volontà è giusta quando egli rispetta la natura, la a-scolta e quando accetta se stesso per quello che è, e che non si è creato da sé. Proprio così e soltanto così si realizza la vera libertà umana».
La realtà dell’uomo non fa eccezione. A un’ecologia che rispetti la terra bisogna dunque affiancarne una che rispetti l’uomo, la sua natura, la dinamica originale che gli appartiene. Il Papa è stato più e-cologista degli ecologisti. E in ciò ha fatto appello non a un “credo”, ma a una «ragione aperta al lin-guaggio dell’essere», che parla non solo attraverso la natura, ma anche attraverso la nostra stoffa umana. Benedetto XVI incarna oggi esemplarmente l’originale vocazione del cristianesimo: riscattare l’umanità dell’uomo, a cominciare dall’uso della ragione. In gioco è la possibilità di pienezza di ogni singolo uomo insieme alla vita del cosmo.

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