RASSEGNA CLU

CL SITO INTERNAZIONALE

RASSEGNA CLU

Liberalizzazioni? Di che si tratta? (16 gennaio)

23/01/2012 - Rassegna stampa di Comunione e Liberazione Universitari, dal 9 gennaio al 16 gennaio

«Liberalizzare ma senza illusioni», Paolo Cirino Pomicino, Il Tempo, 11 gennaio
«Insomma prudenza perché non tutte le liberalizzazioni che si potranno fare in una fase recessiva avranno un valore anticiclico e potranno portare, anzi, anche qualche danno ai settori coinvolti. Peraltro ogni qualvolta i servizi pubblici locali sono stati liberalizzati a privati le tariffe sono schizzate in alto con un danno per le famiglie di non poco conto [...] Ha ragione da vendere Monti quando dice di non essere statalista né liberista, teorie entrambe produttrici di eccessi dannosi per le famiglie e per le stesse imprese e proprio le proposte di Corrado Passera dimostrano che anche il pubblico sa essere efficiente».

«Non tornare indietro», Carlo Cardia, Avvenire, 11 gennaio
«L'ideologia delle liberalizzazioni può provocare altre conseguenze a danno dei cittadini e dell'armonia della vita civile. Rischia di incidere su quel riposo settimanale, e periodico, che scandisce il rapporto tra tempo libero e lavoro, tra tensione e serenità. Occorre fare attenzione alla strada che si intraprende, perché emarginare la domenica, riducendola ad un giorno come gli altri, far governare i ritmi di lavoro da un turnover che riempie tutta la settimana, finirebbe con l'introdurre un elemento di disumanizzazione negativo per la società nel suo insieme».

«Liberalizziamo la scuola», Raffaello Vignali, ilsussidiario.net, 6 gennaio
«È dunque auspicabile che i prossimi interventi [...] possano realmente incidere sulla crescita, prioritariamente su quei settori strategici nei quali il monopolio statale impedisce una concorrenza virtuosa necessaria allo sviluppo economico e sociale. Il riferimento non può che andare a quel particolare settore che ha il compito di formare la risorsa dell’economia della conoscenza: l’istruzione. In Italia vi è monopolio statale dell’istruzione non dal punto di vista giuridico, ma economico [...] Tony Blair creò un sistema fondato sulla libertà di scelta della scuola da parte delle famiglie (finanziamento alla domanda, non all’offerta), sull’autonomia delle scuole (con la possibilità di scegliere i docenti abilitati), su un sistema di regole di funzionamento di questo particolare mercato e su un sistema di valutazione effettivo per mettere i genitori in condizione di scegliere la scuola migliore per i loro figli […] Sarebbe decisivo applicare questo stesso modello in Italia. L’applicazione di questo principio di sussidiarietà su un settore così decisivo per il futuro non potrebbe che creare una concorrenza regolata e virtuosa a beneficio dei giovani. Comporterebbe anche l’introduzione di un criterio di equità a favore della mobilità sociale, che è il segreto delle economie più dinamiche».

COMMENTO

Da Dicembre è partito il piano “Salva Italia”, ed ora il governo Monti si appresta a varare un primo pacchetto di liberalizzazioni, che rientra nella cosiddetta “Fase due” di Crescita e Sviluppo del Paese. In quest'ottica, si è iniziato con la liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi. Poi si procederà con taxi e farmacie. Ma in simili provvedimenti in gioco non è solo la sfera economica. Per esempio, intervenire in un certo modo sugli orari dei negozi significa favorire un modello di società in cui il tempo libero viene concepito come tempo di consumo e non come occasione di riposo e di cura dei rapporti, non solo familiari. Insomma, bisognerebbe pensarci: vogliamo cambiare i connotati di un popolo?
Tuttavia, nel trattare un argomento così delicato, non si può essere dogmatici, arroccandosi su posizioni non negoziabili, siano esse pro o contro le liberalizzazioni. Ogni campo di applicazione fa storia a sé. È ragionevole raddoppiare il numero di licenze da taxista, se l'investimento fatto con l’acquisto dell’abilitazione da parte degli attuali detentori perderà quasi completamente di valore? Ciò contribuirà ad abbassare o ad alzare le tariffe? In secondo luogo: che prezzo dovranno pagare le farmacie (soprattutto quelle dei piccoli paesi), in termini economici e di servizio ai malati, vedendosi spostare farmaci di fascia C (antivirali, antinfiammatori, contraccettivi, psicofarmaci) nei grandi supermercati?
Forse l'adozione di misure che favoriscano una salutare concorrenza e che incidano realmente sullo sviluppo del Paese dovrebbe volgersi o allargarsi anche ad altri campi. Primo fra tutti, l’istruzione, imitando Paesi come l’Inghilterra. La liberalizzazione permetterebbe l’applicazione di un modello di sussidiarietà per cui, finanziando le famiglie e non più le scuole, si potrebbe generare finalmente una concorrenza virtuosa, a vantaggio di tutti gli attori del sistema, a cominciare dai giovani. Ciò servirebbe a rafforzare un settore – quello della formazione di base – in cui il nostro Paese già produce buoni risultati, riconosciuti anche all’estero, riducendo al tempo stesso la spesa.
È sottile il crinale su cui il governo si sta muovendo. Vi è da augurarsi che a prevalere sia una visione equa e propulsiva. Il rischio è, per dirla all’ingrosso, quello di una liberalizzazione rapsodica o di facciata, che si applichi anche là dove potrebbe non portare i vantaggi desiderati, che confonda liberalizzazioni, privatizzazioni e deregolamentazione, lasciando però intatto l’assetto statalista proprio in quei punti in cui esso andrebbe discusso (vedi il caso dell’istruzione o del lavoro). Il risultato sarebbe quello di non risollevare le sorti del Paese, bensì di aggravarle, non solo da un punto di vista economico. Non si tratta, beninteso, di frenare, conservare, difendere lo status quo, perché tutto resti come prima; al contrario, si tratta di non perdere l’occasione per un cambiamento che aumenti le opportunità di intrapresa e non penalizzi chi è già in difficoltà.

  • Rassegna Clu (16 gennaio) (86,17 KB)

Pagina:  1  2  3  4  5 

Credits / © Soc. Coop. Editoriale Nuovo Mondo Via Porpora 127, 20131 Milano P.I. 02924080159 / © Fraternità di Comunione e Liberazione per i testi di Luigi Giussani e Julián Carrón / Note legali