RASSEGNA CLU

CL SITO INTERNAZIONALE

RASSEGNA CLU

La Corte e i suoi Fini (25/3-6/4)

07/04/2009 - Rassegna stampa di Comunione e Liberazione Universitari. Dal 25 marzo al 6 aprile

«Fecondazione, stop della Consulta», Donatella Stasio, Il Sole 24 Ore 02.04.2009
«A cinque anni dalla sua approvazione e a quattro dal referendum che ne sancì la sopravvivenza, la legge n. 40 sulla fecondazione assistita viene bocciata, sia pure parzialmente, dalla Corte costituzionale. A cadere è una delle norme più contestate della legge, quella che imponeva la produzione di non più di tre embrioni per volta, da impiantare nell’utero contemporaneamente, a prescindere dalla valutazione del medico curante nel caso concreto, costringendo così la donna a sottoporsi a più trattamenti invasivi, pericolosi per la sua salute fisica e psichica. La Corte ha poi ampliato i casi di crioconservazione degli embrioni (oggi consentita solo in presenza di uno stato di malattia acuta), anche in vista di impianti successivi, lasciando sempre al medico curante la valutazione. Di più, al momento, non si sa. La decisione è stata resa nota, infatti, con uno scarno comunicato stampa, senza alcun riferimento neanche agli articoli della Costituzione violati. Le norme censurate sono contenute nel secondo e terzo comma dell’articolo 14 della legge 40.»

«Fini applaude la Consulta: rende giustizia alle donne», Paolo Foschi, Corriere della Sera, 03.04.2009
«Nuovo affondo di Gianfranco Fini in difesa della laicità dello Stato. Il presidente della Camera è intervenuto nell’acceso dibattito sulla fecondazione assistita. […] Fini è stato netto: “la sentenza rende giustizia alle donne italiane, specie in relazione alla legislazione di tanti paesi europei – ha scritto in una nota diffusa ieri pomeriggio –. Fermo restando che occorrerà leggere le motivazioni della Corte, mi sembra fin d’ora evidente che quando una legge si basa su dogmi di tipo etico-religioso, è sempre suscettibile di censure di costituzionalità, in ragione della laicità delle nostre istituzioni”.»

«Costituzione tradita, basta fughe in avanti o neanche i cattolici la difenderanno più», Marco Politi, La Repubblica, 03.04.2009
«Presidente Buttiglione, perché parla di sequestro della Costituzione? “Si è imposta un’interpretazione sociologistica della costituzione. I giudici non tengono in conto la lettera della Carta, ma vogliono spostare in avanti l’equilibrio dei valori costituzionali credendo di seguire una presunta direzione di marcia della storia”. Non ha fiducia nei giudici della Consulta? “Rimango ai fatti, si sta dando una lettura evolutiva della Costituzione. Invece tocca al Parlamento interpretare i mutamenti sociali e la Corte deve intervenire soltanto in presenza di grossolane violazioni dei principi costituzionali.»


Commento


La legge 40, a suo modo, funziona. I dati della Relazione governativa del 27 marzo evidenziano un significativo aumento delle gravidanze portate a termine attraverso fecondazione assistita. La legge fu approvata dal parlamento e superò anche l’esame del referendum popolare. Come in tutte le cose umane, non si tratta della migliore delle leggi possibili. E tuttavia costituisce un tentativo di realizzare quel difficile compromesso tra diverse istanze presenti nel panorama politico italiano, ponendo dei limiti alla manipolazione degli embrioni e assecondando le aspirazioni delle donne alla maternità. Ma per l’onorevole Fini si tratta di una legge ancora eccessivamente gravata da tare etico-religiose, cioè in poche parole ancora troppo cattolica.
La Corte Costituzionale, a seguito di una serie di richieste pervenute, si è pronunciata, con una sentenza di cui non sono ancora note le motivazioni, su alcuni commi dell’articolo 14 della legge riguardanti il limite numerico alla produzione degli embrioni e la possibilità di crioconservazione.
L’intervento della Corte non era certo indispensabile né tanto meno urgente. Si è trattato di un “cedimento” a pressioni provenienti da più parti. Non intervenire avrebbe esposto la Corte al rischio di essere tacciata di berlusconismo. La scelta è stata quella di ritoccare gli aspetti della legge considerati più restrittivi, mediante una riscrittura della norma al tempo stesso cauta e problematica, che dà, come suol dirsi, “un colpo al cerchio e uno alla botte”. Non sarà tuttavia sfuggito ai lettori più attenti che a promuovere uno dei quesiti scatenanti l’intervento della Corte è stata una associazione internazionale denominata Warm (World Association Reproductive Medicine), che è fortemente interessata alla liberalizzazione delle legislazioni nazionali in materia di fecondazione artificiale, naturalmente a fini economici (oltre che culturali). Essa si avvale di squadre di avvocati d’assalto, specializzati in ricorsi e quesiti. D’ora in poi, oltre che sull’appoggio entusiastico dei radicali nostrani, possono contare anche su quello del Presidente della Camera.
Quanto avvenuto non rappresenta che un altro passo in una direzione chiaramente tracciata: marcare strette quelle legislazioni che mantengono un legame ancora troppo vivo con la tradizione cristiana e dunque rimuovere ogni vincolo alla piena realizzazione del diritto all’autodeterminazione dell’individuo.

  • Rassegna Clu (25/3-6/4) (76,23 KB)

Pagina:  1  2  3  4  5 

Credits / © Soc. Coop. Editoriale Nuovo Mondo Via Porpora 127, 20131 Milano P.I. 02924080159 / © Fraternità di Comunione e Liberazione per i testi di Luigi Giussani e Julián Carrón / Note legali