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STORIE DI FAMIGLIA

«Papà, dimmi che è valsa la pena venire al mondo»

di Paola Ronconi

15/05/2012 - Franco Nembrini, insegnante di lungo corso, girando l’Italia per presentare il suo libro, ha incontrato decine di genitori. Ecco cosa ha scoperto... Un dialogo che continuerà all’Incontro mondiale delle Famiglie

Sta girando mezza Italia per parlare del suo libro, uscito un anno fa. Incontra migliaia di persone. E ogni volta risponde a domande, obiezioni, incertezze del suo pubblico, per la stragrande maggioranza genitori ed educatori. È Franco Nembrini, rettore della scuola paritaria La Traccia di Bergamo, per anni insegnante, quarto di dieci figli e oggi padre di quattro maschi. Recentemente, a Padova, la sala dell’incontro ha ospitato più di 500 persone. E qualche giorno dopo erano in 700 a riprendere i temi usciti da quell’incontro, numeri che stanno a dire che quelli del rapporto con i figli, dell’educazione, della famiglia, sono tasti dolenti. E quello che emerge da questi incontri, secondo Nembrini, è «una fragilità diffusa, soprattutto tra le giovani coppie che si ritrovano disorientate di fronte ai figli, per cui l’essere genitori è non farli soffrire, evitare loro il più possibile le fatiche». Anche nelle banalità quotidiane, «come la mamma che accompagna fin in classe il bambino per non fargli portare lo zaino».

Ma «il problema dell’educazione sono gli adulti, non i figli. Perché questi ultimi fanno solo il loro mestiere, cioè ci guardano». E cosa vedono? «Uomini e donne impauriti, spaventati dalla vita e dal ragazzo adolescente, che prende le distanze dai genitori, come è invece augurabile che sia. E la madre cosa fa? Si inventa un falso profilo su Facebook per “avere l’amicizia” e farsi dire dal figlio ciò che a un genitore non racconterebbe mai». Come a dire: devo controllarti perché fuori il mondo è brutto e cattivo. Senza capire che «le paure o le tristezze dei figli sono frutto di quelle dei genitori. “Papà, assicurami che è valsa la pena venire al mondo”, ci chiedono continuamente, ed è a questo livello che gli adulti hanno un’incertezza radicale». È il rapporto tra adulti, quindi, che non tiene: «Di più: è fragile la persona nel suo rapporto con la realtà, non si è più convinti che la vita ha un significato buono».

C’è anche un altro aspetto che Nembrini scorge sempre più spesso: «Oggi si tende a guardare i figli secondo un giudizio di valore, che è sempre più quello dei voti». Cioè: ti voglio bene, ma quanto te ne vorrei se ti impegnassi un po’ di più come dicono i professori! Tu vali tanto quanto hai successo a scuola, e «se lasci gli studi, perché capisci che non sei portato, e vai a fare il giardiniere, sei un fallimento». Ma tanto questo è un peso che schiaccia i ragazzi, tanto «i figli sono sensibilissimi: se sentono uno sguardo d’amore trovano l’energia anche per studiare di più».

È iniziato il conto alla rovescia che porterà all’Incontro Mondiale delle Famiglie: «Sarà un’occasione», dichiara Nembrini. «Sono molto stupito di come in tanti, movimenti, parrocchie, scuole anche pubbliche, si stiano mobilitando per cogliere l’invito del Papa. Non ho mai visto un’attesa così forte del popolo cristiano e non. È come se dicesse: “In questo momento così caotico, andiamo a vedere cosa dice il Papa”».

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