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SASSARI

«Incollati ora, come trent'anni fa»

di Antonio Pinna

08/05/2014 - Nell'Università della città sarda centinaia di persone hanno riempito l'Aula Magna. Giovani e adulti, tutti presi da «una vita spesa per la felicità degli uomini». Quella di don Giussani, che tanti hanno seguito perché «richiamava all'essenziale»

«Prof, non conoscevo don Giussani e dopo l’incontro dell’altra sera ho iniziato a cercare su internet notizie su di lui. Ho capito che vale la pena conoscere questa grande personalità». Il giorno dopo squilla il telefonino di alcuni nostri amici e le parole sono quasi le stesse: «Voglio ringraziarti per avermi invitato ieri sera ad una cosa così bella». E ancora. Una ragazzina, che non ha mai sentito parlare di cristianesimo e di don Giussani, invitata dalla sua insegnante, rimane incollata, attenta per due ore. Dopo l’intervento conclusivo di Alberto Savorana, seguito da un lungo e commovente applauso, la gente sembrava non voler andar via. Una persona che ha lasciato il movimento tanti anni fa alla fine ha detto: «Non ricordo cosa ho mangiato ieri sera, ma di trent’anni fa mi ricordo tutto».

Sono solo alcune delle tante impressioni raccolte da chi, quel sabato 3 maggio, è stato protagonista della presentazione del libro Vita di don Giussani. La memoria ritorna a un altro sabato pomeriggio, quello degli Esercizi del Clu del 1994, quando don Giussani ci aveva tenuti incollati parlandoci dell’incontro di Giovanni e Andrea con Gesù e come duemila anni di cristianesimo erano bruciati via dalla testimonianza che ci aveva appena letto. La stessa presenza, diceva, accade oggi. Ed è sempre don Giussani, che in un modo più misterioso, ci ha tenuti incollati e attraverso la sua opera vive, perché è Cristo che vive dentro la Chiesa.

Il silenzio dell’Aula Magna dell’Università di Sassari, che non è riuscita a contenere le centinaia di persone presenti, è stata la prova più tangibile del fatto che chi ha partecipato ha accolto l’invito con semplicità e con la stessa semplicità si è coinvolto con la vita di don Giussani. È stato bello vedere come la comunità, nonostante le diverse scadenze, non ultima le elezioni universitarie, si è data da fare con entusiasmo nel lavoro di organizzazione e invitando amici, colleghi di lavoro, studenti delle scuole superiori e universitari. Con sorpresa, ci siamo accorti che quando la nostra vita obbedisce a qualcosa di più grande e accetta la sfida del rischio nella realtà è sempre possibile sperimentare un centuplo.

La gente è rimasta colpita da Savorana e dalla sua capacità di immedesimazione con don Giussani. Anche i relatori, quattro professionisti, non del movimento, hanno accolto l’invito di misurarsi con le pagine del libro. Ognuno con la propria storia personale, con il proprio pensiero hanno dato un contributo significativo all’incontro. Uno di loro ha raccontato di aver incontrato il movimento a Pesaro negli anni dell’università e poi di aver lasciato, ma non per questo ha voluto sottrarsi alla proposta di lettura del libro perché: «Don Giussani richiamava all’essenziale, ed è questo il motivo per cui tanti lo hanno seguito». Don Felice ha ricordato di essere stato testimone di un episodio, accaduto in Sardegna, in cui don Giussani di fronte ad una obiezione di un teologo, invece di reagire lo ha spiazzato rispondendo con cordialità che in questo modo cresceva la sua coscienza e perfezionava la sua proposta educativa.

Il valore della testimonianza, alla quale anche papa Francesco ci sta richiamando è tutta qui ed è realmente la sfida più grande, per il cristiano, in questo momento storico, e la vita di don Giussani non è stata altro che uno spendersi per la felicità degli uomini. Non ultimo… i libri sono andati a ruba.

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