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LA LETTERA

«Lui fa questo viaggio per me»

23/03/2012 - Si sono trovati nel centro della capitale per distribuire il volantino sulla visita del Papa: «Nel darlo, eravamo i primi a svegliarci dalla sonnolenza del nostro cuore». Dalla comunità di Cl, la testimonianza di chi ha vissuto l'attesa di questi giorni

Città del Messico. Una delle capitali più grandi e popolose al mondo. Migliaia di persone, ogni giorno, s'incrociano senza conoscersi, e forse senza attendersi nulla da ciò che hanno già programmato: visitare un museo, girare i negozi, persino andare a messa in Cattedrale. Il traffico, il viavai, i crocchi dei vari gruppi di protesta politica, i mendicanti per terra con la mano tesa… Questo è il “solito”, il normale, il previsto.

È in questa normalità che alle dieci di mattina, con centinaia di volantini negli zaini, siamo andati alle quattro uscite della metropolitana dello Zócalo, il cuore della città storica. Alcuni di noi si sono messi nel centro di Piazza della Costituzione, altri agli angoli delle strade. Nessuno dei passanti si aspettava un volantino sulla visita del Papa. Proprio qui, dove puoi trovare di tutto, non avresti mai trovato la notizia dell'arrivo del Santo Padre... Del resto, soltanto un mese fa molta gente non sapeva nemmeno di questo viaggio, e i più erano rimasti indifferenti. I social network e i media, che ci invadono le giornate, ne parlavano poco o nulla... E anche noi siamo stati "intontiti" da questo silenzio, l'indifferenza contagiava il nostro cuore, finché alcuni amici fra noi non hanno deciso di incontrarsi per un aiuto a rendersi conto della portata di quello che stava per accadere. Da qui è nato il giudizio pubblico del volantino.
Quando lo distribuivamo, chi lo riceveva leggeva la domanda del titolo e non sapeva se il contenuto fosse "a favore" o "contro" la Chiesa, ma di certo a chiunque, di destra o di sinistra, protestante o testimone di Geova, fino a chi faceva le pulizie allo Zócalo, agnostici, cattolici... A chiunque è stato proposto.
L’annuncio cristiano è per tutti. E noi, nel "portarlo", ci convertiamo. Eravamo commossi: eravamo i primi che, nel dare il volantino, ci svegliavamo dal sonno, dalla sonnolenza del nostro cuore. Era chiaro che quello che stavo facendo serviva a me: ed era stata proprio questa la mia domanda, che quel gesto mi aiutasse a capire di più la visita del Papa per la mia vita.
Ed io mi sono resa conto che lui fa questo viaggio per me.

Chi di noi si è implicato ha scoperto il proprio cuore in attesa, attento e grato per la presenza del Santo Padre nella nostra terra messicana. Come racconta la comunità di Puebla: «L'arrivo di Benedetto XVI ha già iniziato a muovere qualcosa di importante, perché implica la nostra libertà, ci aiuta a capire che siamo - come dice don Julián Carrón - «nel solco della sua testimonianza».

Guadalupe, Città del Messico

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